[...] Milano a Natale finge di essere felice. Io fingevo di non esserlo. Eravamo state a prendere gli ultimi regali, io e Valeria. Camminavamo fra le bancarelle di corso Vittorio, le braccia colme di pacchetti, e io facevo la donna di sempre, quella pratica, organizzata, che sa cosa comprare a chi e non dimentica … Continua a leggere 12- Natale
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29 – La notte sua
[...] Andrea infilò due dita. Sapeva come. Su, contro quel punto esatto che lui aveva trovato prima di me, quel punto che prima di lui non aveva nome. Cominciò a muoverle: dentro, fuori, pressione, giro. Il ritmo giusto. Il corpo gli rispondeva prima che me ne accorgessi. Bagnata, aperta, le cosce che tremavano, la … Continua a leggere 29 – La notte sua
26 – Rafaela oltre la soglia
[...] Lei accende la sigaretta ma io non spengo l'accendino. Con la fiamma che le illumina il viso le dico: «Che bella che sei.» Solleva gli occhi neri a guardarmi e sorridendo mi sussurra: «Pure tu.» Soffia piano sulla fiammella, indica Andrea in piedi vicino alla macchina e aggiunge: «Anche lui è bello. L'avevo … Continua a leggere 26 – Rafaela oltre la soglia
24 – Mare e navigante
Il diario intero si trova qui:
09 – Una nuova letizia
"Non vuoi farmi il culo?" gli chiesi un pomeriggio. Così d'improvviso, mentre eravamo nudi sul letto, gambe e braccia intrecciate, spossati d'amore. Lui arrossì fino alla fronte. Avevo già capito che non aveva mai preso una donna in quel modo e me lo confermò comunque lui poco dopo. Ci vedevamo da più di due mesi e un potente indizio che fosse inesperto al riguardo era sicuramente il fatto che non me lo avesse mai chiesto e che non avesse nemmeno tentato un debole approccio durante gli amplessi (ci sono uomini che non te lo chiedono: tu stai lì a pecora, convinta che stanno per farti la fica, quando senti un cazzo che preme forte contro il tuo buchetto. Generalmente in quei casi mi giravo e mollavo una sberla al cafone di turno). Ho un bellissimo culo, qualcuno lo ha definito "un culo che parla