14 – Tutte le russe del mondo

 

[…]
Il tassista si sciolse e per tutto il tragitto ci raccontò che era stato con una ragazza russa di vent’anni più giovane, una ballerina di lap dance, che erano molto innamorati, che avevano vissuto insieme quattro anni, e che un giorno d’improvviso lei era sparita nel nulla e lui non ne aveva saputo più niente.
«Sarà impazzito dalla disperazione» mi lasciai scappare con voce comprensiva. «Per il pensiero di quel che può esserle accaduto.»
«Ma no. Non le è accaduto nulla. Le russe sono così. Sono strane. D’improvviso spariscono» minimizzò il tassista.
«Ma ci avrà sofferto, quattro anni insieme e poi d’improvviso sparire così. Insomma… ci sarà stato male» incalzai.
«Ma no. Giusto un paio di giorni. L’avevo messo in conto: le russe sono strane…»
Non so perché, ma mi convinse. Lo guardavo nello specchietto: guidava tranquillo, le mani larghe sul volante, la faccia di uno che ha fatto pace con una cosa enorme. Dovevano essere stati innamorati davvero, e davvero lui poteva aver messo in conto che finisse così. Dopo tutto, come diceva: «Le russe sono strane…»
Arrivammo al locale. I tacchi sul pavimento cambiarono suono, dalla strada alla moquette, dal rumore al niente. Dentro era ovattato, come entrare sott’acqua. Luci basse, musica nel pavimento, e contro le pareti divani pieni di uomini soli che guardavano senza parlare. In un angolo un gruppo di quattro trentenni con l’aria di non sapere cosa ci facessero lì.
Sul palco si alternavano ragazze bellissime, tutte giovanissime, che ballavano strusciandosi sui pali e spogliandosi piano. Altre si muovevano tra il bancone e gli uomini: si sedevano accanto a un cliente, fingevano di bere quello che offriva loro, ridevano con una risata che non gli arrivava agli occhi lasciandosi toccare cosce, tette e culi. Dieci minuti, un bacetto sulla guancia, e avanti il prossimo. Rimasi a guardarle. Avevano corpi bellissimi e facce vuote, corpi che seguivano la musica e sguardi che si perdevano lontano, fuori dal ritmo, come altrove. Quello sguardo lo conoscevo. L’avevo visto nello specchio, certe sere, tornando a casa dopo aver scopato con qualcuno di cui non ricordavo più il nome.
[…]

Il diario intero si trova qui:

3 pensieri riguardo “14 – Tutte le russe del mondo

  1. ciao Julija, tu non lo sai, ma quella sera tu hai preso parte ad un rituale.
    ciao Julija, tu non lo sai, ma quella sera Anna si è trasformata in te, e stando sopra di lui ha richiamato un’antica magia che le fu insegnata da un suo antico amante francese, una magia che l’ha trasformata in te, per un attimo, ed è a te che Andrea ha detto quelle parole, parole che non avrebbe detto a lei.
    ciao Julija, non so se Anna se ne era accorta, ma forse sì, forse lei ha voluto che accadesse, perché lei conosce un’altra antica magia, che è quella di condurre il proprio uomo di fronte ai suoi più reconditi desideri e nutrirsi con lui di quel pasto primordiale.
    magie che sanno di patto ancestrale e indissolubile.

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