17 – FARI D’ESTATE

…Riaprii di scatto gli occhi. Chissà se gli altri passeggeri del vagone si accorgevano che quella elegante signora non stava facendo altro che pensare a quando veniva scopata dal suo giovane amante. La smania che sentivo era così potente, così intensa che mi sembrava impossibile non venisse avvertita dagli altri. Dall’uomo che attraversò il corridoio passandomi accanto; dai due ragazzi seduti due poltrone oltre me che ogni tanto mi sbirciavano le gambe.
I cani capiscono quando una cagna è in calore. Forse per gli umani un tempo era lo stesso, e secoli di buona educazione ci hanno semplicemente costretti a dimenticarlo….

Il diario si trova qui:
  

8 pensieri riguardo “17 – FARI D’ESTATE

  1. la pioggia sa di risacca.
    come quelle onde che continuano a ribadire il possesso della rena, senza tregua, senza cedimenti nella volontà.
    stanotte l’ultimo, credo, vero temporale estivo.
    quello che spazza via il vuoto delle strade, quello che che ti costringe ad aprirla davvero, l’agenda.
    quello che lascia sull’asfalto ossi di seppia ruvidi di rimpianto, carapaci vuoti e salati come certi segreti.
    fuori, pioggia,
    dentro, sete.
    la pioggia, quando è così, si prende tutto.
    come questo scopare nel pineto.

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