06 – UNA NUOVA LETIZIA

…«Inculami», gli dissi. Lo volevo disperatamente e lo volevo in quel momento, con tutto il desiderio di cazzo che avevo nella fica. Volevo stare a quattro zampe e volevo che mi scopasse il culo mentre dalla mia passera colava il desiderio di essere riempita.
Volevo essere inculata così, con la fica orfana e vogliosa, privata del suo incanto…

  

13 pensieri riguardo “06 – UNA NUOVA LETIZIA

  1. Ho dimenticato di dirti che il piacere che hai provato, l’orgasmo clitorideo, è ciò che ha provato qualche settimana (… ehm… mese) fa la compagna con la quale ho condiviso il letto di casa. Il suo fu meravigliarsi dell’orgasmo vaginale, clitorideo mentre mi sentiva in gola ed ero ben piantato nel suo culo. Le ho raccontato proprio questa sera di questo tuo blog e di cosa hai scritto dell’inculata.

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  2. Bella scoperta questo diario segnalatomi da una mia amica! La lettura è piacevole ed eccitante al tempo stesso, al contrario di blog similari non usi inutili parafrasi e giri di parole che non sopporto e che sanno tanto di falso e ipocrita. Usi una terminologia reale ed sempre piacevole sentirla da una donna. Detto ciò mi sarebbe piaciuto poter tornare indietro nel tempo ai miei ventisei anni e aver avuto la fortuna di incontrarla una donna come te! Ma a quei tempi ero decisamente stupido e…non c’era nemmeno internet ed i siti d’incontri! Ah…che invidia! 😀
    Comunque complimenti, bel blog!

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  3. Credo che l’eccitazione che provi a scrivere ed a descrivere con dovizia di particolar gli incontri i sia pari , se non superiore, agli amplessi reali. Non è che in fondo poi tu sei un personaggio forzato nella tua mente? Bada bene non sono bigotto tutt’altro. Ognuno deve vivere le sue sfere affettive, sessuali e comunque personali come crede. Ma,. Em tuo caso renderle pubbliche è una sfida ,forse, la parte più alta della tua eccitazione che non può esaurirsi in un amplesso anche se con un ragazzo che venirti figlio.
    È una impressione di getto . Buona vita. Roberto

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  4. le parti di un uomo sono mosse da fili diversi, e ogni filo si innesta in un punto preciso.
    ci sono parole dilatate capaci di smuoverne molti senza un ordine e senza un senso,
    poi ci sono parole come quelle che ho appena letto qui.
    parole chirurgiche, a fuoco, capaci di trovare uno di quei fili, di tenderlo fino al limite, e farlo vibrare.
    ne esce un suono, una nota profonda, una risonanza.
    e quando la lettura termina, quella nota rimane.
    persistenze.

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