[…]
Rovescio la testa all’indietro, poggiandola sul suo torace. «È per quello che sei tanto più giovane di me: ti farneticavo immaginandoti. E così, a furia di desiderarti, ti sei avverato.»
Si ferma. Nello specchio fissiamo la signora e il ragazzo nudi, immobili, con gli occhi sgranati. Poi la sua mano vorace e veloce comincia a darmi con il palmo dei colpetti ritmici e vigorosi sulla fica. […]

tu davanti allo specchio.
si vedono solo i tuoi occhi, e poi a scendere la bocca, il collo, il seno, il ventre, e poi giù, tra i dettagli che tu stessa descrivi.
all’improvviso l’inquadratura si allarga e .. sei sola.
Andrea è nello specchio, tu lo vedi, tu senti le sue mani e il loro effetto su di te, senti il suo odore e il suo sussurrarti all’orecchio. e la magia alle mandorle accade davvero.
ma Andrea è nello specchio, solo nello specchio, e la sua immagine persiste sulla retina.
e all’improvviso tu stessa sei nello specchio con lui e poi lo specchio diviene lo schermo del cellulare nella mia mano sinistra, mentre la destra digita.
finisco di scrivere, poi lo metto via.
e mi annuso la mano.
mandorle.
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