29 – La notte sua

 

[…]
Andrea infilò due dita. Sapeva come. Su, contro quel punto esatto che lui aveva trovato prima di me, quel punto che prima di lui non aveva nome. Cominciò a muoverle: dentro, fuori, pressione, giro. Il ritmo giusto. Il corpo gli rispondeva prima che me ne accorgessi. Bagnata, aperta, le cosce che tremavano, la testa contro il muro.
«Apri gli occhi» ordinò.
Li aprii. C’erano tre uomini sulla porta: uno appoggiato allo stipite e due dietro. Ci guardavano. Mi guardavano. E Andrea, in ginocchio, girò la testa verso di loro un secondo. Solo un secondo. Non per provocare. Non per esibirsi. Perché vedessero. Perché sapessero che quella donna contro il muro, col vestito alzato e la fica fradicia e le gambe che tremavano, era sua. Che lui era lì non perché lei ce l’aveva portato ma perché aveva deciso di starci.
[…]

Il diario intero si trova qui:

9 pensieri riguardo “29 – La notte sua

  1. Chi tu sia non credo nemmeno di poterlo lontanamente immaginare ma, se dall’alto dei miei 80 e passa anni mi resta ancora un po’ di intuito, solo da quello che scrivi e da come scrivi mi viene una sola convinzione: DEVI ESSERE PROPRIO UNA GRAN FIGA!!! T’avessi incontrato almeno qualche giorno prima… Un abbraccio…

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  2. esiste un instante, in quei luoghi, in cui si oltrepassa una soglia e la luce si abbassa, e si abbassano i recinti e si abbassano le difese, e ci s predispone ad assistere o a essere coinvolti in qualcosa che può succedere o non succedere.
    nel vostro caso siete entrati da comparse per poi rubare la scena, velocemente.
    ovviamente non ho assistito alla scena, ma è come se.
    e il mostrare le tue magie a tutti quegli uomini non è in fondo diverso che il raccontarle qui.
    non ho assistito allora, ma assisto a questa seconda rappresentazione fatta di parole ma non solo di parole.
    perché le parole comunque non basterebbero, perché più che raccontare evochi, e quel che evochi si sveglia e risale veloce dagli abissi della coscienza,
    prende velocità.
    arriva.

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  3. Anna…è il primo che leggo fino in fondo…anzi no…ma il primo che ho iniziato a leggere (Proposta indecente) era più che altro un “incipit”…bello il tuo modo di scrivere..coinvolgente..carico d’amore e di umana comprensione e tenerezza (malgrado sia “pane al pane” e “vino al vino”…o meglio “cazzo al cazzo” e “fica alla fica”)…ma la volgarità sta veramente altrove e non nei tuoi pensieri e nei tuoi dialoghi…nemmeno nel tuo corpo suppongo..
    Ti lascio un bacio unito ad un grazie per quanto di bello esiste in te.

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  4. Ho letto il tuo blog saltabeccando da un racconto ad un altro, mi sono divertito, mi hai svegliato i miei ricordi di quando ero ventenne ed ero un impenitente debosciato vizioso. Memorabili quegli anni, oggi, poco più che cinquantenne porto nel cuore una donna che conobbi trent’anni fa e che ora ha 74 anni. Ed amo uno coetanea che fu la mia amante ma io non ebbi mai il coraggio di lasciare la.mia compagna per lei, come mi chiese con insistenza prima.di scomparire.
    Il problema, se problema é, credo sia il mio poliamorismo.
    Ti auguro tutta la gioia che solo il sesso o una fetta di un dolce possono dare, quella gioia che non é possibile descrivere se non usando tutte le parole ancora da.inventare.
    Un abbraccio

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