11 – Risvegli

 

Mi piace avvicinarmi quando siamo ancora vestiti, gli dico di stare fermo, di dischiudere la bocca e restare immobile. Siamo in silenzio, ascolto i miei movimenti, il fruscio dei vestiti, il ticchettio dei tacchi sul pavimento. A occhi chiusi mi faccio più vicina, sento il suo odore sempre più forte e cerco il suo respiro. Lui è così alto che devo inarcarmi sulla punta dei piedi e sollevare il viso per trovargli le labbra. Rimango per un po’ così, ferma e sospesa, le bocche vicine, a gustarmi il fiato dolcissimo e caldo. Poi apro gli occhi e lui è lì, tanto vicino che potrei contargli le ciglia.
Mesi che scopo questo ragazzo e ancora mi si stringe lo stomaco quando ce l’ho così, a un respiro di distanza. […]

Il diario intero si trova qui:

9 pensieri riguardo “11 – Risvegli

  1. lui non lo sa davvero chi sei, chi sei per lui.
    quando ti chiama “amore” lo fa quasi a disagio, con il suo volerti che ti esplode dentro e le parole che arrancano.
    non è la parola che davvero sente giusta, forse è solo tra le sue la parola che più si avvicina a te.
    ma si avvicina a te fa come un cagnolino che annusa un albero senza vederne le radici che si estendono metri e metri sotto di lui e le fronde che si stagliano nel cielo.
    e lui gode della forza che tu prendi dalla terra, e gode dell’ombra dalla luce del mondo, e sente la potenza, e ti chiama amore.
    in quel metro da terra tu sei tutto per lui e lui è tutto quel che ti serve, e a questo trova il nome: “amore”.

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  2. quello che accade nel tempo che passa tra l’istante in cui chiudi gli occhi e l’istante in cui li riapri.
    quello che invece accade quando gli occhi sono ben aperti.
    mi chiedo dove stia la vita, e dove il senso profondo.
    da piccolo pensavo che gli occhi da chiusi si girassero e guardassero dentro.
    (non è vero, ma mi piace inventare i miei “da piccolo”)

    mentre un altro pensiero pian piano prende forma.
    arriverà.

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