12 – UN PICCOLO RAGNO

ragno
Ero schizofrenica stanotte
a furia di guardare i nostri messaggi di quel giorno
che ha seguito la notte – oggi lo so –
che mi hai tradita.
Sono schizofrenica stamattina
schiacciata sotto una cappa di vetro affumicato
che ha reso grigio l’azzurro del cielo.
*******Oro & Luce
Ti cantavo così un tempo, ricordi?
Poi,
tra nessuna lacrima e milioni di sorrisi,
abbiamo cominciato gli infiniti voli
che ci hanno portato sulla nostra nuvola.
Ma stamattina,
dopo il temporale,
mi sono svegliata inevitabilmente conscia
della stupenda inutilità delle mie canzoni
a presagire infinita la fine
o il coma profondo
d’una quotidianità banale.
Offro uno stupito e silenzioso applauso
a te e alla tua amica
ché forse ti ha capito più di me.
————-“Grazie per la considerazione”
So di essere Tragica – so di essere Comica –
Ma la mia mente,
complicata e perversa,
continua a rimbalzare di specchio in specchio.
Sai cosa mi fotte?
Mi fottono sempre in tanti:
la passione, che mi spinge a ragionare coi suoi verbi;
la mente, che mi rigira come in una giostra infernale
e il cuore, che si ostina a credersi scoglio.
Sono io il problema.
Ma quelle parole
che prima brillavano
stamattina mi sembrano insetti
– parole come insetti –
che escono dalla bocca
cadono a terra
e che cercano rapidamente una via di fuga
per evitare di essere schiacciati.
Come hai potuto
– ma davvero ci sei riuscito? –
consentire ai ragni
di avvicinarsi tanto a quel che eravamo?
(Chissà quanto era importante alla loro sopravvivenza
suggerci in un solo boccone).
Il violino che ho dentro
non controlla più le sue corde
e genera suoni così alti
da farmi sanguinare le tempie.
E io?
Ero davvero così invisibile dentro di te?
A remare dentro di te?
A remare contro l’impetuosa corrente
del tuo bisogno d’amore e di conforto?
Sto navigando sottoterra oggi,
ma il sottoterra è per talpe e lombrichi
mentre credevo che io e te
fossimo fatti per le nuvole.
– Poi tutto passa, sfoca, si modifica –
Vorrei crederci ancora
ma temo che il nostro
possa essere ormai solo amore di parte
– teatrale e ragionevole –
di quelli che non mi dissetano del tutto.
Lo sarà da oggi?
Da domani?
Lo era da prima di quella notte e non lo sapevo?
Domande – risposte
[materia vuota da stirare]
Vorrei crederci ancora..
ma la speranza è un cerotto troppo piccolo
e sento che le mie domande hanno avuto risposta:
quella tua pur unica bugia
è già una risposta.
Perché io c’ero.
Io c’ero e ti tenevo la mano.
Hai ragione
i tuoi armadi non sono poi così pieni di mostri.
Forse è davvero solo un piccolo ragno
ma mi ha punta
e adesso
mi avvelena la mente.
E diventerei cattiva,
così cattiva…
se solo non mi sentissi così vuota.

Anna Salvaje
il Blog – Diario di una cougar

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